RETRIBUZIONI IN CONTANTI

La Legge di Bilancio 205/2017 ha disposto dal 1 Luglio 2018 il divieto di corrispondere retribuzioni/compensi in contanti. La retribuzione (o il compenso) dovrà essere corrisposta ai lavoratori, da parte dei datori di lavoro (o committenti), tramite banca/ufficio postale utilizzando uno dei seguenti mezzi:
- bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
- strumenti di pagamento elettronico;
- pagamento in contanti presso lo sportello bancario/postale dove il datore di lavoro ha aperto un c/c di tesoreria con mandato di pagamento;
- emissione di assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

Per impedimento comprovato si intende la circostanza in cui il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge/convivente/familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, a condizione che sia di età non inferiore a 16 anni. Come precisato nella nota 4535 del 22 maggio 2018 INL il divieto viene violato sia nel caso in cui le somme sono corrisposte in modalità differente da quelle sopra elencate sia se il versamento non sia stato effettivamente effettuato nonostante l’utilizzo di sistemi tracciabili.
Sono interessati da tale normativa tutti i contratti di lavoro subordinato, collaborazioni coordinate e continuative e i contratti firmati dalle cooperative con i propri soci. Sono esclusi i rapporti con la Pubblica Amministrazione ed il lavoro domestico. In caso di violazione dell’obbligo in esame il datore di lavoro è soggetto a una sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro. Tale sanzione prescinde dal numero di lavoratori interessati dalla violazione e, in caso di pagamenti mensili, trova applicazione per ciascun mese in cui si è verificato l'illecito. Il fine della norma è quello di contrastare il fenomeno, ancora diffuso in alcune realtà, della corresponsione al lavoratore di una retribuzione inferiore rispetto a quella stabilita dalla contrattazione collettiva di riferimento. L'obbligo di pagamento della retribuzione/compenso (o loro anticipazioni) tramite sistemi tracciabili è stato pertanto introdotto al fine di tutelare i lavoratori/collaboratori.

Infine la Nota n. 6201 del 16 luglio 2018, precisa che l’utilizzo dei suddetti mezzi di pagamento:
- riguarda esclusivamente gli elementi della retribuzione;
- non è obbligatorio in caso di corresponsione di somme a diverso titolo, tra cui rientrano gli anticipi di cassa relativi a spese che i lavoratori devono sostenere nell'interesse dell’azienda e nell'esecuzione della prestazione (si tratta, ad esempio, dei rimborsi per spese di viaggio, vitto e alloggio).
Le predette somme possono, pertanto, essere corrisposte in contanti.