SGB Humangest sul Corriere per comprendere la busta paga

Stipendi, come cambia la busta paga? La guida ai principali cambiamenti: Irpef, bonus, assegno figli.
SGB Humangest e Key Payroll sul Corriere.it!
👇 Leggi qui l'articolo a firma di di Irene Consigliere per comprendere le voci in busta paga, le nuove regole del trattamento integrativo e la tassazione Irpef. 

📢 La parola degli esperti
Dal mese di marzo sono cambiate alcune voci importanti della busta paga. È cambiata la tassazione Irpef, sono nuove le regole del trattamento integrativo ed è stato inserito l’assegno unico. «Nella legge di bilancio 2022, il governo ha inserito alcune misure che modificano il cedolino paga di oltre 22 milioni di lavoratori dipendenti in Italia. Alcune prime novità sono entrate in vigore già a gennaio, ma è dalla busta paga di marzo che sono stati applicati tutti i cambiamenti», spiega Francesco Zacchetti, direttore operativo di Key Payroll, società del gruppo SGB Humangest che offre servizi di consulenza del lavoro, gestione paghe e amministrazione del personale in outsourcing.
«Cercando di non eccedere nei tecnicismi, SGB Humangest ha voluto fornire alcune linee guida pratiche, utili ad identificare “a colpo d’occhio” le principali modifiche; una sorta di vademecum per la lettura della busta paga – documento da sempre di non facilissima decifrazione per i non addetti ai lavori, anche al netto delle novità».

💡 Come cambia la tassazione Irpef: le nuove aliquote
Probabilmente la novità più significativa introdotta dalla legge di bilancio è che anche se rimasta invariata la modalità di calcolo delle detrazioni da lavoro dipendente, sono cambiate le aliquote che si applicano ai diversi scaglioni di reddito, andando dunque ad incidere sul “netto”.
Per i redditi da 0 a 15 mila euro, resta in vigore l’aliquota prevista del 23%, mentre scende al 25% (dal 27%) quella per la fascia di reddito immediatamente superiore, vale a dire quella fra i 15.001 e i 28 mila euro.
Dove precedentemente veniva applicato uniformemente il 38% per i redditi da 28 mila a 55 mila euro, adesso la fascia viene divisa fra i redditi 28.001-50 mila euro (35%) e 50.001-55 mila euro (43%). L’aliquota Irpef pari al 43% si applica infatti, secondo le nuove disposizioni, a tutti i redditi superiori ai 50.001 euro, dove precedentemente si applicava invece solo ai redditi oltre ai 75 mila (viene infatti eliminata anche la fascia intermedia 55.001-75mila euro).

💸 Nuove regole per il trattamento integrativo (bonus)
Cambiano anche le disposizioni riguardanti il trattamento integrativo per ridurre la pressione fiscale. Per tutti coloro il cui reddito rimane sotto 15 mila euro, continua a essere riconosciuto anche per il 2022 il trattamento integrativo (bonus) di 1.200 euro annui.
Per chi, invece, si trova nella fascia di reddito da 15 mila a 28 mila euro, questo continuerà a essere riconosciuto solo nel caso in cui la somma di alcune, specifiche detrazioni superi quella dell’imposta lorda.
Le detrazioni importanti a tal fine, e quindi da considerare per il calcolo, sono quelle per carichi di famiglia, quelle per il reddito di lavoro, quelle per interessi passivi sui mutui, terreni e abitazione principale (ma solo se contratti entro il 31 dicembre 2021) e quelle per le spese di ristrutturazione e riqualificazione energetica (ovvero i bonus csa, superbonus ecobonus e altri; soltanto se sostenute, anche in questo caso, entro il 31 dicembre dello scorso anno).

👧 Da marzo è arrivato l’assegno unico per i figli
Dalla busta paga di marzo c’è stato anche un importante cambiamento per quel che riguarda l’assegno unico: questo, infatti, si chiama “Assegno unico e universale per i figli a carico” e non sarà più presente come voce all’interno del cedolino.
La sua assenza, però, non dovrà far preoccupare: il nuovo arrivato sarà infatti erogato dall’INPS previa domanda, direttamente sul conto corrente del richiedente.
Sarà, infine, “unico e universale” perché, a fronte di una sola prestazione erogata in base all’ISEE, andrà a sostituire altre prestazioni, come il premio nascite da 800 euro, il bonus bebè, l’assegno per nucleo familiare e, ovviamente, la detrazione per i figli a carico.