giovedì, 25 Luglio 2024

Secondo il rapporto del 22 luglio 2024 della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, le piccole e medie imprese (PMI) del Nord Italia stanno utilizzando sempre di più strumenti di welfare aziendale, come i buoni pasto.
Le PMI sono sempre più interessate al welfare aziendale. Il 62,8% dei Consulenti del Lavoro afferma che l’uso di questi strumenti è aumentato rispetto al 2023, soprattutto nel Nord Ovest e Nord Est. Inoltre, il 64,2% degli intervistati prevede che queste misure continueranno a crescere tra il 2024 e il 2027.
Questi dati provengono dal secondo rapporto annuale “Il welfare aziendale: diffusione e prospettive nelle PMI”, realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro in collaborazione con Pluxee (ex Sodexo BRS).
Rispetto al 2023, l’adozione di strumenti di welfare aziendale tra le PMI è cresciuta, sebbene queste aziende siano generalmente più lente a integrare tali misure rispetto alle grandi imprese. L’anno scorso, il 55,9% dei Consulenti del Lavoro segnalava una crescita del welfare tra le PMI nel periodo 2021-2022, e il 61,1% prevedeva un’ulteriore espansione tra il 2023 e il 2026.
Le PMI tendono a scegliere misure di welfare che offrono supporto economico ai dipendenti e alle loro famiglie. Il 72,9% dei Consulenti del Lavoro individua questa come l’area principale di intervento. Tra gli strumenti in crescita, al primo posto ci sono i buoni pasto (42,6% rispetto al 39,8% del 2023), seguiti dai buoni multicategoriali (40,6% rispetto al 34,6% del 2023). Importanti anche i servizi legati alla salute (40,6%), alla conciliazione vita-lavoro (29,2%) e alla formazione (11,9%).
Il principale motivo per cui le PMI adottano il welfare aziendale è la presenza di incentivi fiscali, indicati dal 64,2% degli intervistati. Con il previsto aumento di queste misure nei prossimi anni, i Consulenti del Lavoro avranno un ruolo chiave nel collegare le aziende ai fornitori di servizi di welfare.
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