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Bonus Conciliazione 

L’incentivo è rivolto alle aziende certificate UNI/PdR 192:2026 che adottano politiche strutturate a sostegno di genitorialità e work-life balance.

11 Settembre 2026

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È stato definito il nuovo esonero contributivo previsto dall’art. 6 del D.L. n. 62/2026, convertito dalla Legge n. 112/2026, destinato ai datori di lavoro che adottano politiche strutturate per favorire la conciliazione tra famiglia e lavoro.

Importo e validità

L’agevolazione può arrivare fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto massimo di 50.000 euro annui per azienda. La misura decorre dal 28 giugno 2026 e potrà essere riconosciuta per il periodo di validità della certificazione, comunque non oltre il 31 dicembre 2028.

Il requisito principale

Per accedere al beneficio è necessario possedere la certificazione UNI/PdR 192:2026, dedicata ai sistemi di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.

La certificazione, della durata di 36 mesi, valuta l’adozione di politiche aziendali concrete in ambiti quali flessibilità organizzativa, sostegno alla maternità e alla paternità, welfare, benessere dei lavoratori e supporto ai caregiver.

Come indicato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la UNI/PdR 192:2026 punta a promuovere modelli organizzativi “family friendly” attraverso requisiti e indicatori verificabili.

Domanda e misura dello sgravio

La richiesta dovrà essere presentata all’INPS esclusivamente in modalità telematica, direttamente dal datore di lavoro oppure tramite delegati e professionisti abilitati. Nella domanda dovranno essere indicati, tra gli altri elementi, i dati relativi alla forza aziendale media, alle retribuzioni, all’aliquota contributiva e agli estremi della certificazione.

L’INPS determinerà la percentuale effettiva dell’esonero sulla base delle risorse disponibili e del numero di domande ammesse, fermo restando il limite massimo dell’1%.

Il beneficio sarà subordinato anche alla regolarità contributiva, al rispetto della normativa in materia di lavoro e sicurezza, dei contratti collettivi applicabili e delle disposizioni sugli aiuti di Stato. Particolarmente interessante è inoltre la possibilità di cumulo con l’agevolazione prevista per le aziende in possesso della certificazione di parità di genere.

Per le imprese che stanno investendo in welfare, genitorialità e work-life balance, la nuova misura rappresenta quindi un’opportunità concreta, in attesa delle istruzioni operative dell’INPS che definiranno tempi e modalità per la presentazione delle domande.

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