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Congedo
di paternità

Vediamo insieme a chi spetta,
cosa prevede e come funziona.

19 Marzo 2026

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Il congedo di paternità obbligatorio è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto al padre lavoratore dipendente in occasione della nascita di un figlio. Si tratta di un diritto tutelato dalla normativa in materia di maternità e paternità, con una funzione sempre più centrale nelle politiche di conciliazione vita-lavoro.

Dal 24 luglio 2025, in determinate condizioni, il congedo è riconosciuto anche alla madre intenzionale nelle coppie omogenitoriali femminili.


Finalità del congedo

L’istituto nasce con l’obiettivo di:

  • favorire la presenza del padre (o del secondo genitore equivalente) nei primi mesi di vita del figlio;
  • promuovere una maggiore condivisione dei carichi familiari;
  • sostenere la genitorialità in un’ottica di equilibrio tra vita privata e lavoro;
  • garantire tutela anche in situazioni particolarmente delicate, come la morte perinatale del figlio, nelle quali il diritto al congedo resta comunque riconosciuto.

A chi spetta

Il congedo di paternità obbligatorio spetta:

  • ai padri lavoratori dipendenti;
  • ai padri adottivi o affidatari;
  • al secondo genitore equivalente (in presenza dei requisiti previsti dalla normativa).

Non è invece riconosciuto a:

  • lavoratori autonomi;
  • lavoratori iscritti alla Gestione separata INPS, inclusi i lavoratori autonomi dello spettacolo.

Durata del congedo

La durata ordinaria del congedo è pari a:

  • 10 giorni lavorativi;
  • 20 giorni lavorativi in caso di parto plurimo.

I giorni:

  • sono fruibili a giornate intere;
  • non sono frazionabili ad ore;
  • possono essere utilizzati anche in modo non continuativo.

Periodo di fruizione

Il congedo può essere utilizzato:

  • nei 2 mesi precedenti la data presunta del parto;
  • ed entro i 5 mesi successivi alla nascita.

È riconosciuto anche nei casi di:

  • parto plurimo;
  • adozione o affidamento;
  • morte perinatale del figlio.

È importante sottolineare che il congedo deve essere fruito entro questo arco temporale: in caso contrario, il diritto si perde e non è recuperabile.


Trattamento economico

Durante il congedo, il lavoratore ha diritto a un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione. Si tratta di una tutela particolarmente significativa, in quanto superiore rispetto all’indennità ordinaria riconosciuta per il congedo di maternità, pari all’80% della retribuzione.


Considerazioni operative

Il congedo di paternità obbligatorio rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere la genitorialità e promuovere modelli familiari più equilibrati. Tuttavia, la corretta gestione delle tempistiche e delle modalità di fruizione è essenziale per non perdere il diritto.

Per questo motivo, è sempre consigliabile pianificare per tempo l’utilizzo dei giorni disponibili e verificare con attenzione le procedure di richiesta previste.

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