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L’AUDIZIONE DEL LAVORATORE DURANTE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE E L’ASSISTENZA C.D. “TECNICA” DA PARTE DI UN LEGALE

23 Maggio 2017

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La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 9305 dell’11 aprile 2017 ha confermato il proprio orientamento secondo il quale durante un procedimento disciplinare il lavoratore non ha diritto all’assistenza c.d. tecnica di un avvocato.

Di seguito viene riassunta brevemente la vicenda sottoposta alla Corte di Cassazione.

Con sentenza del 12 maggio 2014 la Corte d’Appello di Napoli confermava la decisione di primo grado del Tribunale di Napoli rigettando la domanda proposta da un lavoratore, avente ad oggetto l’impugnazione del licenziamento per giusta causa, provvedimento irrogato a seguito di procedimento disciplinare.

In particolare la procedura disciplinare era stata avviata poiché al lavoratore era stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare, in quanto imputato in un processo penale per concorso in furto di energia elettrica (il lavoratore era dipendente di una società fornitrice di energia).

La decisione della Corte d’Appello, che confermava il licenziamento, discendeva dall’aver ritenuto legittima l’applicazione del provvedimento sanzionatorio espulsivo, anche in mancanza dell’audizione del lavoratore.

Avverso la decisione di secondo grado il lavoratore ricorreva in Cassazione richiamando, come motivo dirimente alla base dell’impugnazione, la violazione e falsa applicazione dell’art. 7 della Legge n. 300/1970, nello specifico per la non conformità della sentenza impugnata alla norma richiamata, a causa della omessa audizione a difesa del ricorrente.

La Corte, ribadendo un orientamento consolidato, ha affermato che: “nel sistema delineato dall’art. 7 Legge n. 300/1970, il diritto del lavoratore di farsi assistere da un rappresentante sindacale esaurisce la tutela di legge, non essendovi in esso alcun riferimento alla difesa c.d. tecnica assicurata da un avvocato, che è normalmente prevista solo per il giudizio e che può essere riconosciuta o meno al di fuori di tale ipotesi in base a valutazione discrezionale del datore.”

Sull’argomento si fa presente che al diritto del lavoratore di audizione fa riscontro il corrispondente obbligo del datore di lavoro di ascoltare il lavatore, prima di irrogare la sanzione disciplinare. Quest’ultima se applicata, senza previa audizione orale eventualmente richiesta, è illegittima per violazione di norme imperative. Nel corso del procedimento disciplinare il lavorare può farsi assistere da un rappresentante del Sindacato cui aderisce, oppure a cui questi conferisce apposito mandato. La sentenza in commento conferma, invece, che è esclusa la possibilità per il lavoratore di ricorre all’assistenza di un legale nel corso dell’audizione.

La Cassazione nel caso in analisi, quindi, per quanto attiene l’audizione a difesa ha ritenuto giustificato il mancato svolgimento della stessa (il lavoratore aveva chiesto di essere sentito alla presenza dell’avvocato cui aveva conferito mandato nel processo penale); mentre, per quanto attiene gli altri aspetti evidenziati attraverso i motivi proposti a mezzo del ricorso, la Corte ha ritenuto tempestiva la contestazione dell’addebito, legittima l’irrogazione del provvedimento sanzionatorio in pendenza del procedimento penale e sussistente la giusta causa di recesso in quanto il comportamento imputato era grave e riconducibile al lavoratore.

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