
Le auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti tornano al centro dell’attenzione.
Con le nuove disposizioni previste dal Decreto Omnibus approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto, intervengono infatti importanti modifiche nella determinazione del fringe benefit imponibile collegato all’utilizzo delle auto aziendali.
Le novità riguardano in particolare gli optional presenti sul veicolo e l’età dell’auto e possono determinare un aumento dell’importo da assoggettare a contribuzione e tassazione.
Per aziende e uffici payroll diventa quindi fondamentale verificare tempestivamente la composizione della flotta aziendale e individuare i veicoli interessati.
La prima novità riguarda gli accessori e gli optional installati sul veicolo.
Quando tali elementi:
concorrono alla formazione del fringe benefit attraverso una maggiorazione del 5%.
Un aspetto particolarmente rilevante è che non è prevista una proporzionalità legata al numero o al valore degli optional: la presenza anche di un solo accessorio determina l’applicazione dell’incremento.
Continuano invece a essere considerate in diminuzione del valore imponibile le eventuali somme corrisposte dal lavoratore per l’utilizzo del veicolo.
La seconda modifica riguarda l’anzianità del veicolo.
A partire dal periodo successivo al 31 dicembre del quinto anno dalla prima immatricolazione, il valore del fringe benefit subisce una maggiorazione del 50%.
La previsione interessa tutte le tipologie di alimentazione, comprese quindi le vetture elettriche e ibride, e resta collegata al veicolo anche nel caso in cui questo venga successivamente assegnato a un altro dipendente.
In concreto, la maggiorazione scatterebbe secondo il seguente calendario:
Uno degli aspetti più delicati della nuova disciplina è rappresentato dalla decorrenza.
Le disposizioni producono infatti effetti dal 1° gennaio 2026, intervenendo quando l’anno fiscale è già in corso.
Per le aziende questo comporta la necessità di verificare anche quanto già elaborato nei mesi precedenti.
In particolare, occorrerà:
Prima delle prossime elaborazioni delle retribuzioni diventa quindi opportuno effettuare una verifica puntuale di tutti i veicoli concessi in uso promiscuo.
Per ciascuna auto sarà necessario raccogliere almeno cinque informazioni:
1. Anno di prima immatricolazione
È il dato necessario per verificare l’eventuale applicazione della maggiorazione collegata all’età del veicolo.
2. Tipologia di alimentazione
Occorre identificare correttamente veicoli tradizionali, elettrici e ibridi, anche ai fini dell’applicazione della disciplina generale del fringe benefit.
3. Accessori e allestimenti
La presenza di optional non valorizzati nelle tabelle ACI deve essere verificata con particolare attenzione.
4. Quote sostenute dal lavoratore
Gli importi eventualmente trattenuti al dipendente continuano a incidere sulla determinazione del valore imponibile.
5. Data di assegnazione
È essenziale ricostruire correttamente il periodo durante il quale il veicolo è stato concesso al lavoratore.
Le modifiche rendono la gestione del fringe benefit auto ancora più strettamente collegata alla qualità e all’aggiornamento delle informazioni trasmesse al payroll.
Non basta quindi conoscere il modello del veicolo: anno di immatricolazione, optional, caratteristiche dell’auto, data di assegnazione e contributi sostenuti dal dipendente diventano informazioni essenziali per determinare correttamente l’imponibile.
Per le aziende che dispongono di flotte numerose, intervenire tempestivamente sulla raccolta e sulla verifica dei dati permette di ridurre il rischio di conguagli rilevanti, errori contributivi e fiscali e variazioni inattese sulle buste paga dei dipendenti.
Key Payroll supporta le aziende nella gestione delle novità normative come questa e nella corretta traduzione degli adempimenti in busta paga.
venerdì, 24 Luglio 2026
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