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Auto aziendali: tutte le novità 

 

11 Agosto 2026

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Le auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti tornano al centro dell’attenzione.

Con le nuove disposizioni previste dal Decreto Omnibus approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto, intervengono infatti importanti modifiche nella determinazione del fringe benefit imponibile collegato all’utilizzo delle auto aziendali.

Le novità riguardano in particolare gli optional presenti sul veicolo e l’età dell’auto e possono determinare un aumento dell’importo da assoggettare a contribuzione e tassazione.

Per aziende e uffici payroll diventa quindi fondamentale verificare tempestivamente la composizione della flotta aziendale e individuare i veicoli interessati.

Optional e accessori: il fringe benefit aumenta del 5%

La prima novità riguarda gli accessori e gli optional installati sul veicolo.

Quando tali elementi:

  • non sono valorizzabili attraverso le tabelle ACI;
  • non sono sostenuti economicamente dal dipendente,

concorrono alla formazione del fringe benefit attraverso una maggiorazione del 5%.

Un aspetto particolarmente rilevante è che non è prevista una proporzionalità legata al numero o al valore degli optional: la presenza anche di un solo accessorio determina l’applicazione dell’incremento.

Continuano invece a essere considerate in diminuzione del valore imponibile le eventuali somme corrisposte dal lavoratore per l’utilizzo del veicolo.

Auto con più di cinque anni: maggiorazione del 50%

La seconda modifica riguarda l’anzianità del veicolo.

A partire dal periodo successivo al 31 dicembre del quinto anno dalla prima immatricolazione, il valore del fringe benefit subisce una maggiorazione del 50%.

La previsione interessa tutte le tipologie di alimentazione, comprese quindi le vetture elettriche e ibride, e resta collegata al veicolo anche nel caso in cui questo venga successivamente assegnato a un altro dipendente.

In concreto, la maggiorazione scatterebbe secondo il seguente calendario:

  • veicoli immatricolati nel 2020 o negli anni precedenti: dal 1° gennaio 2026;
  • veicoli immatricolati nel 2021: dal 1° gennaio 2027;
  • veicoli immatricolati nel 2022: dal 1° gennaio 2028;
  • veicoli immatricolati nel 2023: dal 1° gennaio 2029;
  • veicoli immatricolati nel 2024: dal 1° gennaio 2030.

Cosa cambia per le buste paga

Uno degli aspetti più delicati della nuova disciplina è rappresentato dalla decorrenza.

Le disposizioni producono infatti effetti dal 1° gennaio 2026, intervenendo quando l’anno fiscale è già in corso.

Per le aziende questo comporta la necessità di verificare anche quanto già elaborato nei mesi precedenti.

In particolare, occorrerà:

  • ricalcolare, ove necessario, i fringe benefit relativi ai mesi già elaborati;
  • assoggettare le eventuali differenze sia a imposizione fiscale sia a contribuzione previdenziale;
  • aggiornare correttamente i valori nelle successive elaborazioni payroll;
  • informare i dipendenti interessati dell’eventuale variazione del benefit e dei conseguenti effetti sul netto in busta paga.

La priorità: mappare la flotta aziendale

Prima delle prossime elaborazioni delle retribuzioni diventa quindi opportuno effettuare una verifica puntuale di tutti i veicoli concessi in uso promiscuo.

Per ciascuna auto sarà necessario raccogliere almeno cinque informazioni:

1. Anno di prima immatricolazione
È il dato necessario per verificare l’eventuale applicazione della maggiorazione collegata all’età del veicolo.

2. Tipologia di alimentazione
Occorre identificare correttamente veicoli tradizionali, elettrici e ibridi, anche ai fini dell’applicazione della disciplina generale del fringe benefit.

3. Accessori e allestimenti
La presenza di optional non valorizzati nelle tabelle ACI deve essere verificata con particolare attenzione.

4. Quote sostenute dal lavoratore
Gli importi eventualmente trattenuti al dipendente continuano a incidere sulla determinazione del valore imponibile.

5. Data di assegnazione
È essenziale ricostruire correttamente il periodo durante il quale il veicolo è stato concesso al lavoratore.

Una verifica da effettuare prima dei prossimi cedolini

Le modifiche rendono la gestione del fringe benefit auto ancora più strettamente collegata alla qualità e all’aggiornamento delle informazioni trasmesse al payroll.

Non basta quindi conoscere il modello del veicolo: anno di immatricolazione, optional, caratteristiche dell’auto, data di assegnazione e contributi sostenuti dal dipendente diventano informazioni essenziali per determinare correttamente l’imponibile.

Per le aziende che dispongono di flotte numerose, intervenire tempestivamente sulla raccolta e sulla verifica dei dati permette di ridurre il rischio di conguagli rilevanti, errori contributivi e fiscali e variazioni inattese sulle buste paga dei dipendenti.

Key Payroll supporta le aziende nella gestione delle novità normative come questa e nella corretta traduzione degli adempimenti in busta paga.

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